Giovani e Lavoro: il futuro in Europa

Dare garanzie per il lavoro con un documento chiaro e preciso.

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La proposta, sotto forma di un documento, è giunta al termine di una intensa sulle politiche giovanili da parte delle Regioni e delle comunità locali.

A presentarla è stato l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini, che ha ricordato come, in tutta Europa, le politiche per l’apprendimento, la formazione l’inserimento lavorativo dei giovani devono essere poste con forza al centro delle attenzioni e delle politiche di Unione Europea, Regioni, Governi nazionali e locali.

Si tratta di un’emergenza – ha spiegato – ben testimoniata dai dati, che mediamente vedono in Europa un giovane su quattro senza un lavoro e solo in tre paesi (Austria, Damimarca, Olanda) un tasso di disoccupazione giovanile inferiore al 10%. I giovani, ha ricordato l’assessore, sono stati la prima vittima della crisi, negli ultimi quattro anni si è assistito ad una crescita esponenziale dei senza lavoro fra i 15 e i 24 anni e anche di coloro che non lavorano ma non sono nemmeno dentro un percorso formativo(Neet). In Toscana la questione è stata affrontata di petto dalla Regione, con il Progetto Giovanisì, cercando di correggere alcune distorsioni come l’uso improprio dei tirocini formativi, o la riaffermazione dell’apprendistato come forma di ingresso principale nel mercato del lavoro, e con la legge per l’imprenditoria giovanile”.

Per quanto riguarda l’Europa, l’assessore si è detto preoccupato per le ipotesi di budget previste per i nuovi fondi di coesione, auspicando che il confronto possa portare ad un aumento delle risorse per le politiche di sviluppo, rafforzando ulteriolmente quelle giovanili.

Dare nuove opportunità ai giovani significa, da parte del sistema pubblico, dare una risposta in termini di garanzie, di tutela, di aiuto a cogliere tutte le occasioni di occupazione che oggi esistono.

Il documento, che sarà presentato alla Commissione europea entro marzo, ruota attorno al tema dell’investimento sulle competenze, il contrasto dello svantaggio attaverso percorsi individualizzati, l’inserimento nel mercato del lavoro attraverso sostegno al reddito e incentivi fiscali, il supporto alla creazione di un progetto di vita autonomo e promozione della cultura dell’auto-imprenditorialità. 
La parola d’ordine è quella di puntare sull’individuo, per valorizzare le capacità, le aspettative e i talenti dei giovani in Europa.Resterà da chiarire il sistema previdenziale, che graverà moltissimo sui neo imprenditori.


Come fare il mio profilo?

 

a cura di Edo Morelliimages.jpeg


10 suggerimenti per realizzare un profilo

  1. Non tagliare e incollare il tuo curriculum.

    Di solito non distribuisci il tuo curriculum prima di presentarti, quindi evita di farlo. Al contrario, descrivi le tue esperienze lavorative e le tue capacità come se tu dovessi descriverle a qualcuno che hai appena incontrato. Inoltre, scrivi paragrafi brevi con indicatori visuali e testuali.
  2. Prendi idee da altri utenti commerciali.
    Dai vitalità al tuo profilo con la tua voce. Utilizza aggettivi specifici, verbi dinamici, costruzioni attive. Sii naturale: non scrivere in terza persona se non richiesto dal nome della tua organizzazione. Immagina di essere in una conferenza o ad un meeting con un cliente. Come presentarti? È la tua voce autentica, utilizzala.
  3. Scrivi uno slogan personale.
    Quella riga che compare sotto il tuo nome è la prima cosa che le persone vedono sul tuo profilo. Questo slogan si accompagna al tuo nome nei risultati di ricerca. È il tuo brand. (Nota: il tuo indirizzo email non è un brand!) Il brand della tua azienda può essere importante. Questo, infatti, unito alla tua posizione potrà essere utile. Comunque, potresti dover ridefinire la tua personalità professionale in una frase più accattivante che ti descrive in modo riepilogativo.
  4. Sii breve e convincente.
    Ritorna alla presentazione che faresti durante una conferenza. La tua descrizione dovrà durare 30 secondi, in modo che riassuma chi sei e quello che fai. È in questo modo che dovrà essere impostata la tua presentazione. Utilizzala nella sezione riepilogativa per coinvolgere gli utenti. Hai a disposizione 5-10 secondi per catturare la loro attenzione. Più ricca di significato sarà la tua descrizione, più tempo dedicheranno i lettori alla sua lettura.
  5. Metti in risalto le tue competenze.
    Pensa al campo delle specializzazioni come ad un motore di ricerca personale. È un modo per ottimizzare il modo in cui le persone ti trovano e ti ricordano. Questa sezione dovrebbe contenere tutte le parole chiave del tuo curriculum. Questo è la sezione giusta dove poter includere le tue competenze, i tuoi interessi, il valore personale che apporti alle tue performance professionali, e potrai aggiungere anche una nota di umore.
  6. Descrivi le tue esperienze professionali.
    Aiuta gli utenti a comprendere i punti chiave. Descrivi brevemente cosa fa la tua azienda, quale era in passato o quale è attualmente il tuo ruolo. Immagina di essere nuovamente in una conferenza. Dopo esserti presentato, come descriveresti quello che fai, e quello che fa la tua azienda? Utilizza frasi chiare, brevi e crea piccoli paragrafi riepilogativi.
  7. Distinguiti dagli altri.
    Utilizza la sezione “Altre informazioni” per completare il tuo profilo e aggiungere interessi chiave. Aggiungi siti Web che mostrino le tue abilità o interessi. Quindi modifica l’etichetta predefinita “Il mio sito Web” per incoraggiare il maggior numero di clic (otterrai il PageRank di Google e questo aumenterà tua visibilità). Se appartieni ad associazioni o a gruppi, aiuta i membri a trovarti tramite questi nomi. Se hai ottenuto un premio che può essere riconosciuto da colleghi, clienti o datori di lavori, aggiungi un pò di prestigio senza compiacerti troppo riportando i loro nomi.
  8. Poni domande e fornisci risposte.
    Costruisci la tua credibilità con domande intelligenti e risposte utili. La migliore risposta incoraggia gli utenti a visitare il tuo profilo. Assicurati di rispondere a domande pertinenti al tuo settore, così potrai definire le tue competenze, favorire la tua visibilità e, ancora più importante, creare un capitale sociale con i membri all’interno della tua rete. Potresti avere bisogno di risposte alle tue domande in futuro.
  9. Migliora il tuo PageRank di Google.
    Congratulati con gli altri e con te stesso. Ottieni segnalazioni da colleghi, clienti, e datori di lavoro che possono fornire credibilità alle tue competenze e capacità. (Pensa alla qualità, non alla quantità.) Chiedi di enfatizzare una tua particolare capacità o caratteristica personale che avvalori la loro opinione su di te. Scrivi commenti significativi quando segnali qualcuno. Sii creativo poichè la varietà rende le tue segnalazioni autentiche.
  10. Costruisci i tuoi collegamenti.
    I collegamenti sono uno degli aspetti più importanti del tuo brand. La tua rete riflette la qualità del tuo brand. Cosa succede quando visualizzi un profilo e noti che avete qualcuno in comune? La credibilità di quel profilo si rafforza. Avere un collegamento in comune è positivo per entrambi. Dunque, identifica i collegamenti che potrebbero avvalorare la tua credibilità e perseguili.

Nota finale: aggiungendo collegamenti e segnalazioni, il tuo profilo acquisterà maggiore valore. Rispecchierà, infatti, la tua figura approvata da colleghi. Assicurati che sia chiara, ben strutturata e facile da trovare. Modifica l’URL del tuo profilo pubblico in modo che rifletta il tuo nome o slogan. Potrai aggiungerlo al tuo blog, alla tua pagina Web, e includerlo nella tua firma di posta elettronica.

Come scrivere il curriculum vitae

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Come si scrive un CV

Il CV che sottoponi all’attenzione di un potenziale datore di lavoro sarà probabilmente la prima cosa che vedrà e leggerà di te. Per questo motivo dovrà presentarsi bene ed essere di facile consultazione. Per esempio:

Stampalo su carta di qualità e filigranata. Nella maggior parte dei casi la cosa migliore sarà stampare il CV con inchiostro nero su tradizionale carta bianca. La lettera d’accompagnamento andrebbe stampata allo stesso modo.
Organizza il CV in modo ordinato.
Evita i margini troppo abbondanti o troppo ridotti.
Rinuncia a scrivere paragrafi troppo lunghi – meglio essere concisi.
Il grassetto può essere efficace, se lo usi in maniera oculata.
Vanno bene i caratteri standard del tipo Times New Roman oppure Arial.
Non utilizzare un corpo del carattere inferiore agli 11 punti.
Fai un controllo ortografico e tipografico: anche se è qualcun altro a battere il CV, la responsabilità per gli errori è TUA. Non fidarti del controllo ortografico del computer. Se non sei sicuro di una parola, ricorri al dizionario. La trascuratezza e la mancanza di attenzione potrebbero venire fortemente penalizzate.
Dati personali
Un CV di due pagine in genere consta delle seguenti sezioni:

Nella parte superiore della prima pagina vanno messi i tuoi dati personali, cioè quelli che permetteranno di contattarti. Non serve mettere un’intestazione generale del documento, tipo “Curriculum Vitae”. L’intestazione sarà invece il tuo nome. Scrivilo in un corpo maggiore, per esempio 16 punti, e utilizzando il grassetto.
Per risparmiare spazio, scrivi l’indirizzo nella riga sotto il nome, inserendo una virgola tra nome della via, numero dell’abitazione e codice postale.
Inserisci poi i numeri di telefono a cui si può contattarti. Se hai tuttora un posto di lavoro e ti è permesso ricevere telefonate private, puoi mettere sia il numero di lavoro che quello di casa. Se vuoi, puoi dare anche il numero di cellulare. E’ in questa sezione che va fornito anche l’indirizzo di posta elettronica, se ce l’hai.
Storia professionale
Inserisci le informazioni seguenti, che partono dal tuo lavoro attuale o da quello più recente:

Date: Cita da/a soltanto in anni, per esempio 1998-data, 1994-96. Le date vanno posizionate in senso verticale sul margine sinistro o su quello destro. Questa disposizione agevola chi deve passare in rassegna i tuoi impieghi e verificarne la continuità. Azienda e sede (solo il nome della città o del paese): non tutti lavorano per un’azienda nota. Perciò, sotto il nome dell’azienda, è meglio fornire una breve descrizione della sua attività primaria e del suo fatturato annuo. Per esempio: “Una delle principali aziende plastiche, con 3.000 dipendenti dislocati in quattro unità produttive diverse. Fatturato 2000: 230 miliardi”.Chi legge potrà fare rapidi confronti sulla dimensione e sulla complessità dell’azienda, sul numero di dipendenti, sulla complessità delle sfide, sulla sua posizione di mercato.
Denominazione della mansione svolta: sotto questa voce dovrai spiegare in breve la tua “funzione”, cioè il tipo di impiego da te svolto. Il contenuto di questa sezione va selezionato con estrema cura: menziona i compiti e le responsabilità principali del tuo ruolo, comprese le cose che ti piace fare e che sai fare bene. E’ consigliabile qui omettere le cose che fai ma che non ti piacciono particolarmente, a meno che non siano una parte essenziale del lavoro a cui aspiri. L’illustrazione delle tue mansioni non deve superare le 4-5 righe.
Risultati: sono i risultati che, potenzialmente, ti distinguono dagli altri concorrenti. La parte sui risultati dovrebbe essere costituita da tre elementi: – una dichiarazione di titolarità, per esempio: “Membro di una squadra di quattro…, Ha dato il via…, Ha implementato…” – che cosa hai fatto, per esempio, “Ha prodotto…, Ha progettato…” – il risultato (a livello quantitativo e/o qualitativo).
I risultati vanno scritti nella forma di brevi, incisivi e concisi resoconti di fatti. Il loro scopo dovrebbe essere quello di suscitare l’interesse di chi legge e spingerlo a porre domande quali: cosa? come? perché? ecc. L’obiettivo è che la persona che deve scegliere, per avere le risposte, ti inserisca tra i candidati. Ripeti tutto il procedimento per il ruolo precedente, poi per quello prima ancora e così via. Fornisci dettagli completi solo sugli impieghi degli ultimi 7-10 anni. Per gli anni precedenti è preferibile elencare semplicemente le date, il nome del datore di lavoro e il titolo professionale. Come alternativa puoi inserire un paragrafo succinto del tipo: “Prima di questi ruoli, ho ricoperto una serie di posizioni in diverse aziende di primaria importanza”. Se hai lavorato per lo stesso datore di lavoro per 10 anni o più, cerca, se puoi, di frazionare questo periodo in base ai diversi ruoli che hai ricoperto, con le diverse responsabilità e i diversi risultati. Non c’è bisogno di fornire i dettagli o le motivazioni salariali per cui presenti il CV. La vostra storia professionale probabilmente finirà sulla seconda pagina del CV. Dunque, se può essere utile, potete descrivere il training e i corsi di formazione di cui avete beneficiato di recente.
Training e corsi professionali

I punti elencati a questa voce hanno lo scopo di aggiungere valore al tuo CV. Perciò dovresti evitare di includere cose tipo: “Corso di mezza giornata sulle Procedure di Evacuazione di Emergenza dalla Casa”. Puoi elencare corsi di formazione e sviluppo dei quadri dirigenti, corsi di informatica oppure un addestramento specialistico nel tuo campo. I dettagli da indicare sono:

Data (solo l’anno)
Titolo dell’evento (e durata, se superiore ai 2 giorni)
Nome dell’organizzatore (interno o esterno)
Formazione scolastica e titoli
Questa sezione comprende tutti gli ordini professionali a cui appartieni e, in generale, i tuoi traguardi accademici. Di solito i datori di lavoro apprezzano un livello elevato di cultura generale. Se attualmente stai studiando per ottenere un titolo ulteriore, questo va segnalato (all’inizio dell’elenco). Come per la sezione Training e corsi professionali, i titoli vanno presentati in ordine cronologico inverso, con i seguenti elementi:

Data/e
Nome dell’istituto
Titolo/i ottenuto/i
Maggiore è la tua anzianità, meno è necessario che tu ti metta a elencare le materie e i voti con i quali hai superato ogni livello.
Dati personali

Spesso è la parte più controversa del CV. Quanto si dovrebbe rivelare? Per fare un esempio: i dirigenti di età superiore ai cinquant’anni dovrebbero rivelare la data di nascita? Una donna che ha più di vent’anni dovrebbe rivelare l’età o lo stato civile? I vari autori di testi sul CV non sono concordi a questo proposito. E’ una decisione che, in fin dei conti, spetta a te.

Se hai riportato fedelmente le date della formazione scolastica e della storia professionale non sarà difficile riuscire a stabilire la tua età con un’approssimazione di circa due anni. Perciò puoi anche indicare la data di nascita (non l’età). Ecco qualche altro elemento che talvolta si aggiunge:

Nazionalità
Stato civile
Possesso di patente di guida
Disponibilità a trasferirsi
Condizione di non-fumatore
Comunque, qualsiasi cosa tu metta deve essere breve e rilevante. Per esempio, se il lavoro a cui aspiri richiedesse mobilità, sarebbe utile comunicare al datore di lavoro che sei in possesso di una regolare patente di guida.
Menziona gli interessi extralavorativi e gli hobby solo se aggiungono valore alla domanda di lavoro. Può capitare che un’attività che segui al di fuori del lavoro dimostri il possesso di capacità diverse da quelle normalmente esercitate sul lavoro, ma che potrebbero rivelarsi utili.

Referenze

Prima di dare il via alla ricerca di un posto di lavoro, dovrai contattare le tue potenziali fonti di referenze per verificare la loro disponibilità. In genere, nel CV non si rivela l’identità di chi dà la referenza. Alcuni datori di lavoro chiederanno questa informazione prima del colloquio, nel qual caso fornirai nominativi e dettagli di contatto in una lettera d’accompagnamento. Altri datori di lavoro attenderanno di averti incontrato e di aver deciso se approfondire o meno il discorso con te.

La responsabilità della gestione delle referenze spetta a te. Ciò significa che, quando un potenziale datore di lavoro o un potenziale reclutatore ti chiedono le referenze, devi attivarti per prendere i contatti. A chi ti dà la referenza spiega la natura del ruolo per il quale presenti domanda e descrivi in dettaglio le capacità che interessano al futuro datore di lavoro. Ciò gli consentirà di avere con lui o con il reclutatore uno scambio di idee utile e costruttivo.