Come chiudere in tempi brevi il proprio locale

a cura di Edo Morelli

 

Oggi non è difficile aprire e chiudere un ristorante o una pizzeria in tempi brevi. Un metodo che funziona si chiama “Groupon and Tripadvisor“.

Come funziona? Semplice. Prima di tutto occorre investire una bella somma variabile dai 100 ai 300 mila euro per aprire il locale, poi fatevi consigliare da un vostro amico che ha gia chiuso con lo stesso sistema come incrementare la clientela che ancora non avete. Subito dopo create il famoso “CUPPON” dove offrite di tutto e di più ad un prezzo “tipo concorrenza sleale”, poi aspettate che il locale si intasi ben bene da non riuscire più a distingure il giorno dalla notte perchè arriveranno orde di cupponisti con la convizione che li volete fregare (perchè il cupponista è cosi)….10/15 giorni al massimo e attendete il risultato sulle pagine di tripadvisor che provvederanno a sputtanarvi per benino con valutazioni tipo peggior bar di caracas! Ovvio tutto in modo gratuito, tolti i soldi dell’investimento non perderete altro (forse la faccia!).

Semplice come bere un bicchier d’acqua.

PS: Non funziona con i locali in franchising.

Come farsi conoscere sul Web

Farsi conoscere sul web non è assolutamente operazione semplice. Per farlo ci vuole cervello, ci vuole tempo, ci vuole frequenza. Così come se si frequenta un posto si diventa conosciuti, allo stesso modo, solo frequentando internet si riesce a farsi conoscere.

Ma non basta navigare su qualche sito internet o su qualche blog, non basta leggere qualche forum, per farsi conoscere bisogna partecipare ed essere disponibili, commentare e scrivere articoli, crearsi magari un proprio blog e cercare di avere qualche visitatore, se poi magari il blog è scritto bene, tramite passaparola la voce si diffonderà e si riuscirà ad ottenere qualcosa in più.

Per farsi conoscere sul web dunque bisogna commentare i blog che si visitano, possibilmente con commenti intelligenti e non magari commenti che non servono a molto, bisogna sempre leggere gli articoli che vengono scritti prima di commentarli. Bisogna entrare in contatto con un mondo, quello di internet, completamente diverso e completamente rivoluzionario.

Su internet le distanze da un lato si accorciano, dall’altro si espandono a mai finire, solo con l’intelligenza si riuscirà a stringere una rete di amicizie e di consocenze, solo in questa maniera, forse, potrai riuscire a farti conoscere sul web.

Tanti dicono che bisogna diventare punto di riferimento, io penso che bisogna diventare un tutt’uno con quello che è internet, senza mai annullare la propria identità. Sii te stesso, e fallo anche su internet!

Inizia a commentare su questo blog…può essere un buon inizio!

Diffidare Tripadvisor dalle recensioni fasulle

Il fenomeno delle recensioni fasulle postate su TripAdvisor sta assumendo proporzioni preoccupanti. Sono sempre di più le aziende che dichiarano di aver rilevato la presenza di recensioni di dubbia provenienza, evidentemente predisposte per alterare il normale funzionamento di TA ed il relativo posizionamento nei vari rankings. La filosofia di TripAdvisor è nota a tutti, ma è indubbio che il sistema necessita di correttivi, infatti attualmente le tutele per le aziende vittime di recensioni “di dubbia provenienza” sono limitate, a fronte dell’ampia libertà che TA lascia agli utenti ed alle garanzie di anonimato.
In questo scenario cosa possono fare le aziende? Possibile che non ci siano rimedi per questa stortura? Innanzitutto occorre valutare i singoli casi, e reagire in modo adeguato per ogni recensione ritenuta sospetta. Attualmente la cd. “Brand Reputation” ha assunto un ruolo fondamentale, ed in futuro sarà considerato un asset aziendale strategico, pertanto ogni azienda ha il dovere di attivarsi per circoscrivere tutti gli atti tesi a creare danni all’immagine aziendale. Per quanto concerne TripAdvisor, occorre innanzitutto ricordare che, qualora si rilevi la presenza di recensioni “sospette” o predisposte in violazione dei termini di utilizzo di TA, è possibile fare una segnalazione diretta tramite il proprio pannello di controllo. Si tratta di un primo passo la cui efficacia, tuttavia, non sempre riscontra le attese dell’azienda. I tempi di risposta da parte di TripAdvisor non sono sempre brevi, ed in molti casi TA risponde alla segnalazione dichiarando di non aver rilevato irregolarità in merito alla recensione segnalata. In questo caso possiamo affermare che non tutto è perduto, è possibile infatti perseguire altre strade per ottenere la rimozione dei commenti “diffamatori”. Come? Rivolgendovi ad uno studio legale e prospettando il vostro caso. La giurisprudenza, nel corso degli anni a sviluppato una efficace metodologia nell’analisi delle singole recensioni, finalizzata (ove possibile) all’individuazione degli autori delle recensioni. Nella maggioranza dei casi la rimozione può essere richiesta mediante l’invio di una diffida all’autore, evidenziando tutti i motivi che attestano la falsità delle affermazioni presenti nella recensione ed il danno di immagine che la stessa provoca all’azienda. Naturalmente la predisposizione di un atto di diffida prevede una attenta analisi dei singoli casi, per verificare la sussitenza di tutti i presupposti, e valutare la reale possibilità di individuare l’autore.
In ultima è possibile predisporre una diffida nei confronti di TA, ove non abbia risposto, o lo abbia fatto in modo insoddisfacente, alla segnalazione dell’azienda. Anche in questo caso tuttavia sarà necessaria una valutazione da parte dello studio legale.

Giovani e Lavoro: il futuro in Europa

Dare garanzie per il lavoro con un documento chiaro e preciso.

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La proposta, sotto forma di un documento, è giunta al termine di una intensa sulle politiche giovanili da parte delle Regioni e delle comunità locali.

A presentarla è stato l’assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini, che ha ricordato come, in tutta Europa, le politiche per l’apprendimento, la formazione l’inserimento lavorativo dei giovani devono essere poste con forza al centro delle attenzioni e delle politiche di Unione Europea, Regioni, Governi nazionali e locali.

Si tratta di un’emergenza – ha spiegato – ben testimoniata dai dati, che mediamente vedono in Europa un giovane su quattro senza un lavoro e solo in tre paesi (Austria, Damimarca, Olanda) un tasso di disoccupazione giovanile inferiore al 10%. I giovani, ha ricordato l’assessore, sono stati la prima vittima della crisi, negli ultimi quattro anni si è assistito ad una crescita esponenziale dei senza lavoro fra i 15 e i 24 anni e anche di coloro che non lavorano ma non sono nemmeno dentro un percorso formativo(Neet). In Toscana la questione è stata affrontata di petto dalla Regione, con il Progetto Giovanisì, cercando di correggere alcune distorsioni come l’uso improprio dei tirocini formativi, o la riaffermazione dell’apprendistato come forma di ingresso principale nel mercato del lavoro, e con la legge per l’imprenditoria giovanile”.

Per quanto riguarda l’Europa, l’assessore si è detto preoccupato per le ipotesi di budget previste per i nuovi fondi di coesione, auspicando che il confronto possa portare ad un aumento delle risorse per le politiche di sviluppo, rafforzando ulteriolmente quelle giovanili.

Dare nuove opportunità ai giovani significa, da parte del sistema pubblico, dare una risposta in termini di garanzie, di tutela, di aiuto a cogliere tutte le occasioni di occupazione che oggi esistono.

Il documento, che sarà presentato alla Commissione europea entro marzo, ruota attorno al tema dell’investimento sulle competenze, il contrasto dello svantaggio attaverso percorsi individualizzati, l’inserimento nel mercato del lavoro attraverso sostegno al reddito e incentivi fiscali, il supporto alla creazione di un progetto di vita autonomo e promozione della cultura dell’auto-imprenditorialità. 
La parola d’ordine è quella di puntare sull’individuo, per valorizzare le capacità, le aspettative e i talenti dei giovani in Europa.Resterà da chiarire il sistema previdenziale, che graverà moltissimo sui neo imprenditori.


Saldi al 50 per cento per vincere la crisi ma…in pizzeria!

Da prendere come esempio contro il carovita

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 Questa è l’ultima proposta di Gianni Dini, giovane ristoratore di Castelnuovo, presidente del locale Centro Commerciale Naturale di Confcommercio, che ha deciso di mettere in atto una manovra anti-crisi: nel suo caratteristico ristorante, Il Baretto, si mangeranno primi piatti e pizza con uno sconto del 50 per cento in quattro date tra febbraio ed aprile. In quale giorno? Di sabato, quando solitamente i ristoranti si riempiono, o forse si riempivano, senza bisogno di promozioni speciali.

Dini fa da apripista per questa singolare iniziativa, ma – anche nel ruolo di presidente del centro commerciale naturale di Castelnuovo – invita tutti i suoi colleghi ristoratori a seguire la sua proposta.

Cosi infatti è stato da parte delle Lanterne pizza e cucina di Moncalieri in provincia di Torino.

«Un’operazione “taglia la crisi” – spiega il ristoratore – ma vera, per questo con la mia famiglia abbiamo deciso di attuarla di sabato. È il giorno in cui le famiglie escono spesso a cena, è la serata clou per un pasto serale fuori casa e la nostra promozione pensa proprio alla crisi e alle difficoltà che sta creando nella nostra zona».

Prezzi dimezzati, dunque, su primi piatti, pizza e focaccia, nelle serate del 18 febbraio, 10 marzo, 24 marzo e 14 aprile. «E’ solo un inizio – commenta Dini – valuteremo il successo dell’iniziativa e siamo pronti a riproporla. Il nostro è un ristorante a conduzione familiare e quindi ci sentiamo vicini alle difficoltà che molte persone stanno attraversando oggi. L’idea è nata nei giorni scorsi: se l’abbigliamento fa i saldi, perché non li può fare anche la ristorazione?».

Molti stanno seguendo questo esempio, ma non solo per crisi. Si pensa ad un nuovo modo di mangiare fuori casa e perchè no, conoscere nuove realtà culinarie a prezzi accessibili.

I FRATELLI LAPIZZA sono a Moncalieri

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Quando andiamo in pizzeria, raramente ordiniamo la pizza in base al tipo di farina impiegata, al tempo di lievitazione o al metodo di cottura. Finiamo col scegliere spesso la stessa copertura, il “topping”, che ci piace, ignorando che a ogni impasto potrebbe abbinarsi meglio un diverso mix di ingredienti. La pizza per la maggior parte delle persone è nel piatto (e non ci curiamo del fatto che spesso venga stesa anche col mattarello!) o al taglio. Ma in realtà tra professionisti si fa una gran differenza tra pizze in teglia, nel padellino, stesa soffice e stesa croccante, alla pala, al metro, o con impasto integrale.

Così, abituati a considerare la pizza un alimento “easy” (leggi gustoso, veloce ed economico), chiudiamo un occhio sulla qualità. Come se eccellenza e professionalità fossero un obbligo solo per i grandi ristoranti. Dovremmo invece imparare a riconoscere – e pretendere – la qualità in ogni alimento o bevanda che ingeriamo. Tanto più che da italiani dovremmo avere nel dna la cultura del cibo.

Poco costoso non vuol dire di poco valore, eppure l’equivoco è in agguato: per questo non mandiamo indietro un caffè fatto male, mentre lo facciamo nel caso di una bottiglia di vino, come non protestiamo per una pizza mal lievitata, mentre un ristorante di classe che ci proponesse un grave errore nel piatto non ci avrebbe mai più come clienti.

Ne è passata, insomma, di acqua sotto i ponti, da quando si riteneva il pizzaiolo un mestierante improvvisato e senza qualità tecniche (malvisto peraltro, perché nonostante la scarsa qualità offerta molti titolari di pizzerie si sono arricchiti).
Oggi pizzaioli e cuochi sono due figure professionali diverse che appagano la nostra diversa voglia di mangiare fuori: si aggiornano, studiano farine e lieviti, impasti e cotture.
“A volte la pizza è indigesta e ci ‘gonfia’ perché continua a fermentare nello stomaco. Bisogna dire basta alla pizza fast food, quella con le patatine fritte sopra, tanto per intenderci. La vera pizza dovrebbe essere un alimento completo e sano, non un mattone sullo stomaco”

Questo non succede alla pizzeria a Moncalieri dai fratelli LAPIZZA che selezionano prodotti genuini per una pizza al padellino ad alta digeribilità.

Provare per credere!

QUANDO LA PIZZA DIVENTO’ LEGGENDA

Ringraziamo Raffaele Esposito

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Tra tutte le pizze la PIZZA MARGHERITA è certamente una delle più conosciute e apprezzate nel mondo.

La classica base, il pomodoro, la mozzarella, la fragranza del basilico e un filo d’olio: cosa c’è di più sano e mediterraneo della PIZZA MARGHERITA ?

 

Per chi non lo sapesse, la PIZZA MARGHERITA nasce a Napoli dall’inventiva del grande pizzaiolo RAFFAELE ESPOSITO. In occasione di una visita della Regina d’Italia, Margherita appunto, moglie di Re Umberto Primo, l’Esposito pensò ad una pizza che celebrasse la recente Unità d’Italia sotto i Savoia e per fare questo volle richiamare attraverso i colori dei semplici ingredienti pomodoro, mozzarella e basilico, la bandiera tricolore.

 

La Regina, e non solo lei, apprezzò talmente la pizza che da quel momento la ricetta assunse il suo nome e oggi è uno dei prodotti alimentari italiani più conosciuti al mondo. Quindi dovunque voi siate non dimenticate di assaggiare la pizza che diventò leggenda!

 

In occasione dei 150 anni che ricorrono per l’Unità d’Italia la PIZZERIA“Le Lanterne pizza & cucina”  a Moncalieri offrirà gratis sino alla fine di Novembre prenotando al 3394325437 un tavolo per 4 persone nei giorni di Venerdì Sabato e Domenica sera, una pizza margherita per celebrare l’evento storico. Questo piccolo locale sito nel borgo San Pietro vi accoglierà con tutta la professionalità che lo contraddistingue. “Siate i benvenuti! “


 

OCCHIO AL SEMAFORO

a cura di Edo Morelliphotor&v,art.201 comma 1bis,furto con destrezza,

 

Ovvero, accertatevi che sia bello verde e che ci rimanga per un pò.

Diversamente rischiate la presenza inquietante del : ” PHOTOR&V ” uno strano marchingegno(decreto omolog. rilasciata da Min. Infr. e Trasp. con prot.4130/2004).

Questo vuol dire una multa di 168 euro perchè siete passati quando la lanterna(non quella di Savona…. belin!) proiettava luce rossa(se era un film preferivo!)

così riporta il verbale che solerte arriva a casa entro i famosi 150 gg. che potrebbero invalidare l’infrazione.

Ma così non è, d’altronde occorre comprendere quello che succede nelle nostre provincie (tagli e riduzioni spesso incattiviscono), perchè li è successo.

Cari amici di Venaria Reale attenti e se anche voi sbadatamente siete vittime della distrazione cromatica allora forse la visita alla Reggia vi resterà maggiormente nei ricordi!

Auguri vivissimi alla sempre più ricca amministrazione comunale che meriterebbe un pò più di controllo da parte delle forze politiche.


Nel frattempo verificheremo se la foto era sufficentemente nitida e se ci sono cartelli stradali d’avviso.

CENTRI MASSAGGI CINESI cosa c’è sotto?

Forse qualcuno avrà notato da diversi mesi una vera e propria invasione di centri estetici gestiti prevalentemente da nazionalità cinese.

Qualcuno si sarà domandato perchè, vista la paventata crisi, tanti centri in così breve tempo, hanno fatto la loro comparsa nelle principali città d’Italia.

Qualcuno potrebbe anche pensare a una copertura, visti i recenti fatti di cronaca, di una possibile attività parallela….oserei dire ILLECITA!

Sono rimasto sorpreso nel vedere con quale organizzazione a livello di immagine questi centri si presentano al pubblico. Quasi sempre negozi fronte strada con vetrofanie giganti che coprono le vetrine ed elencano i tipi di massaggio con tempi e prezzi, quasi una sorta di HARD DISCOUNT della bellezza.

Si perchè molte donne sapranno bene quanto costa effettuare un trattamento anticellulite o una depilazione. Quello che molti non sanno e che dietro i centri di bellezza lavorano migliaia di aziende serie che producono cosmetici e attrezzature professionali.

Concludo con una riflessione personale dicendo che forse sarebbe opportuno fare chiarezza!